Ginevra, 9 settembre 2026 – L’attivista ambientale e per i diritti umani sudafricana Catherine Constantinides ha espresso martedì 8 settembre preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato.
Intervenendo alla 63ª sessione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, Constantinides ha affermato che l’assenza di un monitoraggio indipendente e il mancato accesso delle Nazioni Unite al territorio favoriscono l’impunità e la mancanza di informazioni.
Ha richiamato le denunce riguardanti sorveglianza, detenzioni arbitrarie, maltrattamenti e restrizioni delle libertà fondamentali nei confronti di civili, giornalisti e difensori saharawi dei diritti umani.
L’attivista ha anche menzionato le conclusioni di alcuni meccanismi ONU su casi di tortura e ha chiesto all’Alto commissariato per i diritti umani di rinnovare gli sforzi per poter accedere al territorio.
Constantinides ha invitato gli Stati membri a sostenere la creazione di un meccanismo indipendente di monitoraggio, ribadendo che il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi rappresenta una necessità giuridica e morale.
